Il nome
«Rubatà» è una parola piemontese e vuol dire arrotolato. Il grissino che porta questo nome è nodoso, irregolare e friabile: ogni pezzo è un po' diverso dall'altro.
In cosa è diverso dallo stirato
In Piemonte i grissini della tradizione sono di due tipi. Lo stirato prende il nome dalla pasta tirata in lungo, e viene sottile e regolare. Il rubatà prende il nome dalla pasta arrotolata, e per questo è più nodoso e irregolare.
Da dove viene
Il grissino nasce a Torino. Secondo la tradizione, nel 1679 il fornaio di corte Antonio Brunero lo preparò, su consiglio del medico Teobaldo Pecchio, per il giovane duca Vittorio Amedeo II, che digeriva male il pane. È una storia tramandata più che documentata, e c'è chi fa risalire il grissino a qualche anno prima.

Noi facciamo Rubatà dal 1968: per molti anni nel laboratorio di Santena, dall'inizio del 2025 nello stabilimento di Cambiano, alle porte di Torino. La nostra storia è in Chi siamo.
I nostri Rubatà
Li facciamo in otto gusti, dall'astuccio da 200 g alla scatola da 3 kg.
Ogni scheda ha ingredienti, allergeni, valori nutrizionali, formati e prezzi.
Come si mangiano
A tavola al posto del pane, con salumi e formaggi, all'aperitivo o da sgranocchiare durante la giornata.
Come si conservano
I grissini sfusi fino a 4 mesi, quelli confezionati fino a 6, i biscotti fino a 3. Tienili in un posto fresco e asciutto, lontano dalla luce.
